Maledette Ferie

L’estate è finalmente arrivata; con lei, anche quel desiderio di mollare tutto per un po’ di giorni e andarsene in montagna, oppure al mare, o in campeggio… insomma, tutto pur di staccare dalla routine e ritrovare le tante meritate vacanze: sole, caldo, relax. Soprattutto, bisogna essere felici. Felici perché in vacanze bisogna esserlo, perché lo sono tutti, perché finalmente ci si prende una pausa. E così comincia questo stupendo teatrino: persone che si ripetono che “quest’anno andrà meglio”, coppie che fingono di sopportarsi, ragazze che darebbero via un rene per far credere ai propri fan sui social di star trascorrendo un’esistenza meravigliosa, uomini convinti di dover mostrare a tutti i costi il loro inesistente carisma. Eppure, queste maledette ferie dovrebbero essere “il periodo migliore dell’anno”, desiderate ardentemente già a partire da ottobre, ogni anno sempre più rivestite da desideri e aspettative. Peccato che, lontano dalle foto editate e posate per Instagram, la realtà sia fatta di silenzio ostile, grigliate passive-aggressive, trappole per turisti e molto altro ancora.

Questa raccolta smonta il mito dell’estate come sospensione della realtà e lo restituisce per quello che è: un periodo in cui si dovrebbe stare meglio, e invece si è costretti a stare più a lungo con se stessi (e con persone che già durante l’anno si fatica a tollerare); i rapporti umani non vengono sanati e l’obbligo della felicità non fa che peggiorare il tutto, restituendo sotto al sole cocente tutti quei difetti che durante l’anno si riesce a nascondere. Infatti, le vacanze non sono una pausa dalla realtà: sono la realtà senza pause, senza filtri e senza alibi forniti da stress lavorativo o giornate piene di impegni.

Forse è per questo che a settembre si ritorna in ufficio stanchi e addolorati: non per il caldo e la malinconica fine dell’estate, ma per l’immenso sforzo richiesto per dover fingere, ancora una volta, che tutto andasse bene.

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